Comitato Difesa Salute & Ambiente – Brescia

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Sabato 17 settembre – Festa del Parco Cave 2016 – Per vivere insieme l’esperienza di questi nuovi luoghi e scoprirne il loro sentimento

Sabato 17 Settembre FESTA AL NUOVO LAGO NEL PARCO DELLE CAVE, non mancate! Ingresso in via Fusera dopo la discoteca Paradiso. Gli eventi si svolgeranno dalle 6.30 alle 19:00.
Ecco il programma
Come raggiungerci
https://www.google.it/maps/@45.495519,10.2519227,980m/data=!3m1!1e3 e poi seguite le indicazioni sul luogo……VI ASPETTIAMO…..

La DISCARICA CASTELLA come l’ARABA FENICE vuole risorgere dalle sue ceneri

Dopo innumerevoli incontri tra gli enti, il CoDiSa in audizione presso la commissione ambiente con le fotografie della zona umida che verrebbe distrutta, dopo le osservazioni/controdeduzioni che hanno portato al PREAVVISO DI RIGETTO dell’istanza della V.I.A. dato finalmente l’11 novembre 2014;

scopriamo che in data 28 luglio presso la sede della Giunta Regione Lombardia a Milano,

la società Castella Srl ci RIPROVA

ed in quella sede esporrà di nuovo le sue tesi per poter raggiungere il suo obiettivo di convertire la cava in una MEGA discarica  di rifiuti, tra i più pestilenziali, alle porte di Brescia ed a qualche centinaio di metri da Buffalora.

Dopo aver appena sventato la discarica di amianto, ancora una serie di imprenditori privati e SOCIETA’ PUBBLICHE, insistono sul territorio al confine di Brescia, dove è stato provato ormai inconfutabilmente che la pressione sull’ambiente ha superato ogni limite di guardia.

Una grave minaccia per gli abitanti di Brescia sud e per il neonato parco delle cave che si vedrebbe piazzata una discarica di immani proporzioni.

Il Co.Di.S.A. Ha chiesto di partecipare alla conferenza dei servizi e poter valutare ogni atto di questo nuovo iter, che ha già dei contorni di nebulosità perchè nella stessa lettera di convocazione della conferenza si cita la vecchia procedura, per la quale non si capisce se chiusa definitivamente, e contemporaneamente ne sembra citare una nuova di recente pubblicazione sulla stampa di cui non si è ancora trovato traccia sul registro della regione

La nostra associazione invita i cittadini e tutte le istituzioni ad adoperarsi per respingere con fermezza questo ulteriore tentativo di distruggere habitat preziosi come quello della cava Castella in cui nidificano avifauna rarissima.

CHE FINE HA FATTO IL PARCO DELLE CAVE?

Qualche mese fa il Sindaco di Brescia e un autorevole esponente della maggioranza che sostiene questa Amministrazione hanno annunciato alla stampa che il Parco delle Cave nell’area di S. Polo – Sanpolino – Buffalora è cosa ormai quasi fatta.

Infatti, con l’acquisizione di parte delle aree circostanti l’ATE 19 (ex Cave Nuova Beton) e dei laghetti ivi esistenti, nonché con la recente proposta convenzione per piano attuativo da stipularsi con il Gruppo Faustini, ben quattro dei setti laghetti formati dalle attività di escavazione svoltesi nella zona negli ultimi 50/60 anni, dovrebbero essere acquisiti dal Comune di Brescia e divenire il nucleo del Parco delle Cave.

Dopo tale annuncio, che dava per imminente l’acquisizione al Comune di tali aree, nonostante che numerosi cittadini abbiano aderito con entusiasmo e grande sforzo inventivo alla progettazione partecipata del Parco,ben poco è successo, mentre alcuni segnali allarmanti alimentano dubbi e incertezze su tempi e obbiettivi della concreta realizzazione di un grande recupero ambientale di un’area vasta, per decenni sottoposta ad ogni tipo di degrado.

Infatti, mentre sembrano slittare notevolmente i tempi di consegna delle aree recuperate a margine dei laghetti ex Nuova Beton, proseguono, e anzi si incrementano, attività di escavazione negli ATE 23 e 20 (sempre ad opera del Gruppo Faustini)in forza di convenzioni, già esistenti o di recente stipulate, e si apre, proprio a confine con un’area che deve diventare Parco Pubblico (l’ATE 23), una discarica per rifiuti contenenti amianto, separata dal futuro Parco Pubblico dalla sola Via Brocchi.

Nel frattempo i risultati della progettazione partecipata vengono tenuti nel cassetto e non vengono restituiti alla cittadinanza, che pur vi ha fortemente concorso.

Tutto ciò rende incerti non solo i termini degli accordi stipulati (che sono costati parecchio per la collettività) con i cavatori, ma anche i tempi di realizzazione almeno di quella parte di Parco che sembrava poter divenire disponibile in tempi relativamente brevi.

Per tutto ciò gli ambientalisti e i cittadini intendono chiedere serie risposte al Comune, non tanto per avviare sterili e strumentali polemiche, ma per misurare la efficacia e concretezza dell’azione di Governo del Territorio da parte dell’Amministrazione Comunale.

Su questi temi è indetta un’ Assemblea Pubblica, cui sono invitati tutti i cittadini, i Comitati le Associazioni che hanno contribuito al lavoro sul Parco delle Cave, ma anche il Sindaco, gli Assessori all’Urbanistica e all’Ambiente i Consiglieri Comunali, le Forze Politiche e Sindacali, che avranno modo e possibilità di esprimersi sul delicato argomento.

L’appuntamento è fissato per il giorno 8 Maggio 2015 ore 20.45  In Via Cimabue (San Polo Nuovo)Presso la Casa delle Associazioni.

 

Vi aspettiamo numerosi.

Ecco il volantino 
https://codisa2004.files.wordpress.com/2015/05/cave.jpg

Parco delle cave: Acquisire le aree e definire il perimetro per garantirne la fruibilità futura

Il Co.Di.S.A. ritiene indispensabile l’acquisizione delle aree da parte del Comune di Brescia, per mettere sotto tutela democratica la loro destinazione  a parco garantendo alla cittadinanza la fruibilità futura.

 

La casa di riposto o struttura protetta per anziani può essere un compromesso accettabile per avere le due grandi aree a disposizione del parco.

Si sostituisce un impianto industriale altamente molesto e inquinante (Bitumificio) con una struttura socialmente utile.

Si crea occupazione di quantità e qualità migliore.

Di seguito il nostro comunicato.

VolantinoCodisaParcoCaveFeb2015

NO DISCARICA CASTELLA – il Co.Di.S.A. chiede una norma sugli IMPATTI CUMULATIVI alla regione Lombardia

Milano 11 settembre 2014
Audizione VI Commissione Ambiente Regione Lombardia
Relazione Co.Di.S.A.

La necessità della richiesta di un’audizione è nata dalla constatazione che esiste, secondo noi, una difficoltà da parte degli uffici competenti di leggere la realtà del territorio.

Il progetto della discarica Castella per rifiuti speciali non pericolosi e l’impianto per la produzione di biogas ricade all’interno dell’ATE (Attività Territoriale Estrattiva) 25, tutt’ora gravata di un vincolo di recupero ambientale derivante dalla vigente autorizzazione di cava. Tenendo presente che il Co.Di.S.A. unitamente al Comitato spontaneo contro le nocività ha presentato le “osservazioni a V.I.A. 950-RL”, ciò premesso si elencano sinteticamente i principali motivi ostativi alla realizzazione del progetto, le criticità e i rischi per l’ambiente e la salute umana:

– L’area è GRAVATA DA UN VINCOLO DI RECUPERO AMBIENTALE DERIVANTE DALLA VIGENTE AUTORIZZAZIONE DI CAVA

– L’Art.94 del Codice dell’ambiente stabilisce che le zone di ricarica della falda sono da considerarsi “zone di protezione”, ovvero devono essere attuate specifiche prescrizioni procedendo ad una delimitazione delle stesse per assicurare la tutela della falda acquifera

– L’impianto in oggetto è ubicato in Zona Critica ai sensi della D.G.R. n.6501/2001 e s.m.i. (è opportuno non inserire nuove fonti inquinanti, privilegiando attività di risanamento della qualità dell’aria)

– In sede di Conferenza di Servizi, tenutasi presso gli uffici della Provincia, l’area in oggetto è stata definita “Zona Umida” e la normativa vigente ne prevede la tutela, come fra l’altro stabilito dall’art.76 della N.T.A. del P.T.C.P.

– Il progetto di discarica è ubicato in zona di particolare rilevanza naturalistica e per la quale è stata avanzata richiesta di tutela; ospita infatti 39 specie di uccelli diversi, di cui 9 specie a priorità di conservazione elevata che godono di speciali misure di conservazione e 3 specie protette dalla normativa europea “Direttiva Uccelli” 09/147

– Non vi è alcuna indagine idrogeologica sulla vulnerabilità del suolo e sottosuolo dell’area interessata e non sono rispettati alcuni vincoli contenuti nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR)

– All’interno dell’A.T.E.25 sono presenti già 2 discariche: una ultimata e una in fase di ultimazione; una terza ha ottenuto parere favorevole

– Il Piano Provinciale di Gestione Rifiuti della provincia di Brescia ha stimato un fabbisogno volumetrico complessivo di smaltimento in discarica, relativo ai rifiuti speciali non pericolosi, per il triennio 2007-2010 pari ad un massimo di 2.030.003 metri cubi e ne sono già stati autorizzati 3.417.870. Non si riscontra quindi nessuna esigenza di individuare nuove discariche di rifiuti speciali non pericolosi.

– Non sono mantenute le distanze di rispetto previste dalla normativa

– Ciò premesso come potete vedere dalla fotografia la situazione della discarica Castella ad oggi è questa: la discarica è completamente allagata di acqua della falda che affiora. Questo dato di fatto contrasta con le norme che stabiliscono una distanza di almeno 2m fra il fondo della discarica e il livello di massima risalita di falda. Abbiamo chiesto al Comune di Rezzato di verificare l’attuale livello dell’acqua nella discarica e siamo in attesa dei risultati.

– Il conferimento dei putrescibili con emissioni odorigene crea un grave disagio e molestie per gli abitanti di Buffalora già sottoposti a problematiche di salute derivanti dalle emissioni dei 3 bitumifici presenti sul territorio che inficiano la qualità della vita degli abitanti soggetti anche alle molestie e agli inquinanti dell’autostrada e della tangenziale che circondano l’area.

– Altro importante problema secondo noi che è stato sottovalutato, è che questa zona è soggetta alla così detta “Calma di Vento”, questa situazione fa sì che si crei un accumulo delle polveri inquinanti, specialmente nel periodo estivo.

– Il territorio viene erroneamente considerato come fortemente antropizzato ed industrializzato, di fatto l’A.T.E. 25 è circondato da campi agricoli.

– Contrari alla discarica Castella non sono soltanto i cittadini ma anche i comuni direttamente interessati: Rezzato, Castenedolo, Brescia; la Provincia di Brescia, l’ARPA e l’ASL di Brescia che inoltre sottolinea il già compromesso stato di salute della città e di questa zona in particolare.

– Il Comune di Brescia ha ormai già iniziato l’attività di riqualificazione dell’area impiegando denaro per l’acquisizione pubblica degli specchi d’acqua e sta portando avanti una progettazione partecipata, unica nel suo genere, che vedrà entro quest’anno le prime realizzazioni del Parco delle Cave di Brescia, parco di respiro ed interesse sovra-comunale: Brescia, Borgosatollo, Rezzato e Castenedolo. Per la fine dell’anno è previsto anche l’inserimento della perimetrazione delle aree destinate a Parco delle Cave con una variante all’interno del PGT. Il Parco delle Cave è da considerarsi una cintura verde a prosecuzione naturale del Monte Maddalena e nello stesso tempo la salvaguardia di quella che una volta era una delle zone di brughiera lombarda con bosco planizario. Un esempio di rinaturalizzazione di queste zone è l’ex cava Pasotti, nota come “Oasi”, una cava rinaturalizzata il cui bosco viene censito nel PIF (Piano di Indirizzo Forestale).
Ed è da qui che noi vogliamo ripartire: basta con i progetti di devastazione che si avvalorano vicendevolmente.

A questa commissione noi chiediamo:
– Che ci sia un sopralluogo guidato anche dai cittadini in quanto riteniamo sia un elemento imprescindibile per la conoscenza del territorio.

– A fronte del principio dell’IMPATTO CUMULATIVO esistente nella zona sud-est di Brescia, come ben evidenziato dalla mappa delle criticità allegata, che si ponga la zona sotto tutela ambientale vincolandola ai soli interventi di risanamento e bonifica.

– La sospensione della richiesta di autorizzazione per ulteriori discariche, considerato anche il parere negativo dell’ASL di Brescia.

– Che nel corso della presa in esame delle autorizzazioni siano determinanti le valutazioni d’impatto ambientale e sanitario

– Maggiori fondi a disposizione per le bonifiche

Co.Di.S.A.

Salviamo l’oasi di Buffalora

Articolo del Giornale di Brescia sulla nostra petizione, con raccolta firme, contro la realizzazione del polo logistico Italgros.

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Discarica Castella, c’è il ‘no’ di Castenedolo

Anche il Comune di Castenedolo prende posizione sulla discarica Castella di Rezzato, nel bresciano. E’ la risposta all’ipotesi di realizzazione di un impianto per il conferimento di rifiuti, nell’ambito estrattivo indicato come Ate 25, è un secco “no”.
Il sito, della durata di otto anni, dovrebbe recepire 1.890.000 tonnellate di rifiuti da smaltire (70% dei quali putrescibili).

Finalmente qualcosa si muove anche a livello Istituzionale………….

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http://www.quibrescia.it/cms/2013/03/14/discarica-castella-ce-il-no-di-castenedolo/